fabiola's profilesono una scrittrice, ent...PhotosBlogListsMore Tools Help

sono una scrittrice, entrando nel mio blog troverete i miei pensieri, le mie gioie e i miei dolori. lasciate un messaggio

leggete un pò de l'angelo nero, qui troverete degli assaggi, vi stupirò con avventura, storia e erotismo

fabiola d'amico

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il mio primo libro si intitola l'angelo nero, spero di poterne pubblicare un altro
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 hai voglia di parlare, raccontarmi di te, confidarmi i tuoi segreti sei il benvenuto nel mio blog

 

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Deborah lovewrote:
  
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Mar. 25
Maxxam Groupwrote:
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Mar. 25
Mar. 25
ciao Fabiola come stai?
Mar. 15
Feb. 27
complimenti Fabiola, bello il tuo blog  Sole
Feb. 1
Dec. 24
Rolf Kneusswrote:
For a very nice friend woman



I wish you beautiful Christmas in harmony

 

Dec. 24
Rolf Kneusswrote:
For a special nice friend



RAKis

Have a great day

 

Dec. 24

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July 20

nuovo romanzo

si sono tornata, anche se vi sono sembrate sparita in realtà stavo lavorando al mio nuovo romanzo che vi farò assaggiare come sempre....
 

Il giovane guardò davanti a se, i lineamenti impassibili, mentre nel suo cuore si agitavano mille tempeste: sarebbe andato avanti come aveva sempre fatto, sarebbe diventato un ottimo cavaliere, invincibile e si sarebbe fatto una posizione che avrebbe lasciato in eredità ai suoi figli, tanti perché non soffrissero la solitudine che gli attanagliava il cuore. Era quello il suo vero sogno di gloria: avere una famiglia da amare ed essere amato.

Una delle tante ancelle gli si avvicinò con una vestaglia con cui asciugarsi. Era tempo di pensare al presente e a ciò che in quei giorni sarebbe successo. L'ancella lo asciugò e lo rivestì, così come accadeva a tutti gli altri cavalieri, di una tunica di lino bianco e porpora.

Poi uno dietro l'altro apparvero in pubblico, lungo un corridoio che conduceva al centro di un patio, dove arrivarono cavalli e armi.

Alessandro ricevette un superbo cavallo nero, dono del Re Ruggero II, poi alcuni scudieri lo aiutarono ad indossare un ricco usbergo a maglia doppia, impenetrabile da nessun giavellotto e da lancia, regalatogli da Cristodoulos e Giorgio D'Antiochia; infine gli appesero al collo uno scudo decorato da un leone che poggiava la sua zampa sul capo di una colomba bianca trafitta da una piccola scure, nell'atto di volerlo benedire.

L'allusione a Ruggero II che proteggeva sempre il piccolo animale, era chiara a tutti. Il leone era il simbolo del nuovo Re e la colomba, emblema di lealtà, infilzato da una scure era Alessandro, quando aveva rischiato di morire pur di salvare il Duca.

Infine sul capo gli fu posto l'elmo e gli fu affidata sulla sinistra una lancia di frassino e a destra una spada forgiata per lui da Wayland, un noto artigiano francese.

Emozionato e commosso da tutti quei doni, egli si avvicinò al palco dove tra la magnificenza risplendevano le due persone regali Ruggero II ed Elvira, quest'ultima, a differenza dell'impassibile marito, gli rivolse un sorriso d’incoraggiamento. Accanto a loro il Vescovo di Benevento era pronto a benedire il nuovo cavaliere.

Con voce carismatica rivolto al giovane, ma soprattutto alla folla, egli recitò la rituale benedizione: “Che con questa spada, tu, Alessandro da Benevento, possa manifestare la potenza della giustizia, distruggere con forza quella dell'iniquità, combattere per proteggere la Santa Chiesa di Dio e i suoi fedeli, che tu difenda e aiuti con benevolenza le vedove e gli orfani con l'ausilio di nostro Signore Gesù Cristo!”.

Alessandro alzò la spada e la offrì verso l'alto, poi Ruggero gliela prese dalle mani e posandola prima su una spalla poi su l'altra intonò queste parole: “Alessandro da Benevento ti ordino cavaliere di Ruggero II, re di Puglia, Calabria e Sicilia, affinché tu sia sempre al servizio della Chiesa e della Corona, che la tua mano impugni questa arma nella giustizia e nella lealtà verso Dio e verso il tuo Re. Amen!”.

Con il cuore gonfio d’orgoglio e di rivalsa, Alessandro impugnò la spada, e dopo averla poggiata alla fronte, si inginocchiò davanti al Vescovo e al Re in un atto d’accettazione. Sempre in ginocchio si spostò per far passare un altro giovane. Mise la spada nel suo fodero e guardò davanti a se. Da quel momento la strada sarebbe stata in salita, al fianco di Ruggero avrebbe combattuto numerose battaglie e si sarebbe preso parte del bottino; sarebbe stato al suo totale servizio almeno fino a quando non avesse messo da parte denaro sufficiente per costruirsi una casa, un piccolo podere. Con i numerosi tornei che si disputavano ogni inverno, in un paio d'anni, se la fortuna gli arrideva e se la benedizione di Dio non l'avesse abbandonato, sarebbe riuscito nel suo intento. La vita gli sorrideva. Non seppe nascondere la sua felicità e un vago sorriso distese i lineamenti perfetti del suo viso.

 
March 02

ogni tanto torno

chissà se qualcuno mi legge ancora, lo so che non ho più scritto nè risposto ai vostri messaggi, ma la mia vita è piuttosto incasinata: il lavoro, la casa, la famiglia... chissà dove siete, cosa fate? insomma ci siete o no. non riesco più a parlare con alcuni amici con cui ho legato all'inizio ci siete ancora? mi piacerebbe ritrovarvi...
?
February 09

boo

a volte ti capita di vivere, ma sei davvero certa di star vivendo o stai semplicemente andando avanti? non so, quello che facciamo è veramente giusto per noi? non potrebbe esserci un'altra strada da percorrere che sconosciamo ma che sarebbe per noi migliore. boo...come si fa a capire se stiamo vivendo al meglio...?
February 01

amore

l'amare è qualcosa di irreale, ti prende l'animo e ti lascia senza respiro. chi non ama non vive o se vive lo fa trascinandosi in giorni vuoti e senza senso.
c'era una volta eros, egli viveva solo tra gli dei, un giorno provò compassione per gli uomini, lì sulla mortale terra, che si affannavano ogni giorno per vivere e decise di dar loro un dono: l'amore, l'amore per gli animalli, tra gli uomini, l'amore per la cultra, l'amore in ogni sua forma, che alleviasse le giornate faticose di ogni essere mortale.
January 30

sono su facebook

a tutti gli amici e non ho pubblicato un piccolo racconto sul folle setimento dell'amore in occasione di san valentino. andate e visitate il gruppo di dario flaccovio aspetto commenti.
January 16

addio

addio ma non per sempre. quando muore qualcuno non lo si vede più, ma continua a vivere in noi, nella nostra mente, nei nostri ricordi è una ben magra consolazione ma è cosi. oggi devo dire addio alla suocera di mia sorella, nunzia, una donna che ha lottato per tutta la sua vita, un esempio di amore che tutti noi dovremmo seguire. addio, ora sarai sempre nei nostri cuori,....
December 13

diario

come sempre i buoni propositi non si mantengono, il mio calendario dell'avvento si è frantumato in realtà il mio collegamento internet è andato alla malora, due giorni fa mi sono presa uno spavento orribile: in realtà sono ancora spaventata. mi minaccia una separazione che mi spezzerebbe il cuore, anche se so che sopravviverei, lui vorrebbe che mi allontanassi da tutti e concentrassi la mia vita solo su noi tre; non credo di riuscirci, o forse lo farei per amor suo ma non riuscirei più a vivere bene la nostra storia.
ci sono tante cose che non vanno: nel lavoro abbiamo troppe incomprensioni, il suo carettere taciturno e chiuso non mi aiuta, il mio essere impulsiva e a volte un pò menefreghista delle piccole cose lui lo detesta, per ora neanche il sesso ci avviina, visto che io non ho voglia di farlo e lui non mi sprona...
magari è solo un momento come ce ne sono stati in 16 anni. ho tanta paura, paura di voler stare con lui per abitudine, per timore dell'ignoto... sono ancora innamorata come faccio a capirlo?
 
December 04

4 dicembre

December 03

SPERANZA

SPERARE, SPERARE, L'UNICA RISORSA CHE CI RESTA.... POSSA QUEST0 2008 FINIRE SENZA PIù LACRIME
December 02

2 giorno di avvento

che la stella cometa poSSa ILLUMINARE IL CAMMINO DI OGNI UOMO LIBERO E PENSANTE
December 01

1giorno di avvento

FONT size=7>cari amici da oggi e fino a natale vi proporò delle immagini di natale e un dolce pensiero 
 la luce della pace possa illuminare il vostro cammino di fede e speranza-
November 20

a volte non mi sopporto

da tanto tempo so che lui vuole la perfezione, da tanto tempo so che io sono distratta e cosa faccio sto in campana un paio di giorni e poi boom torno a menar il can per l'aia, mi lascio prendere dalla sicurezza e bem, arriva il disastro. non mi sopporto proprio vorrei avere un'agenda eettronica che ogni tanto, cioè ogni due giorni mi ricordasse: stai più attenta, presta attenzione, non dmenticare ciò che è importante sul lavoro, vorrei avere più forza e fare ciò che mi prefiggo.
se dico che metterò su you tube il mio video, devo farlo anzichè mettere tempo... non mi sopporto proprio......
November 07

risultati

mia madre era solita per ogni mio compleanno raccontarmi cos'era avvenuto il giorno della mia nascita, oggi non c'è più, è il 2 anno che non c'è, non ci sarà come è accaduto tante volte neanche mio padre, continu a chiamarlo così, per sua volontà, io non credo che sarei mai riucita ad esculderlo, forse l'avrei ignorato o con ipocrisia avrei continuato a starci vicino, ma non sarei mai arrivato dove lui ha potuto. l'anno scorso ricordo che venne a trovarmi in ufficio con Tizia, appena un saluto, neanche un bacio, ci aveva nticipato il regalo di natale, ci divideva la 13.ma, per lui è sempre stato così i soldi sono la cosa più importante, tant'è che qualunqeu impedimento al lavoro era motivo di nervosismo che scaricava su di noi. è uno di quei tipi che vogliono avere sempre la tasca piena, oggi andrà come andrà, non ci saranno coloro che mi hanno dato al vita, coloro che nel bene e nel male mi hanno fatto divntare ciò che sono: mi ritengo una persona ripsettosa, molto dedita alla verità, anche quella che fa male, per alcuni sono dolce, per altri un pò prepotente, il fatto è che se credo in qualcosa mi batto con tutte le forze perchè anche gli altri ci credano.
oggi vorrei ricordare anche Ago, che era solito chimarmi sempre e farmi gli aguri, anche se per lui la mia vera festa era quella della befana.... sono molto addolorata per la sua scomparsa, un piccolo bacio ad un altro angelo che mi ha lasciato.
se esiste un cielo, un mondo a noi sconosciuto, vorrei che fossero sereni e che da lassù ci guardassero.
ora devo andare la mia bimba si è svegliata, è la cosa che più amo, la mia più grande soddisfazione.... in fondo alla mia età non sto poi così male.....
October 26

vita

odio la mia vita, non sopporto ciò che sono diventata, non riesco a soffrire mio marito e i miei figli, o forse sono troppo stanca di lottare ogni giorno per una vita che vorrei cambiare, per una vita che mi ha dato solo amarezze, vorrei tornare indietro e non fare gli errori del passato, vorrei ma non posso, prima ero allegra e spensierata oggi sono piena di amarezze, non vedo un futuro, non vedo oltre la fine del mese...vorrei essere un'altra, sono gelosa di mia sorella, di ciò che ha. sono gelosa di chi ha più di me e non voglio guardare chi sta peggio di me, perchè c'è chi sta meglio di me....
October 12

vorrei dimenticarti

vorrei dimenticarti, annullare il tuo ricordo, spegnere ogni pensiero du di te. non ci riesco, sei nei miei sogni più brutti, la  tua voce imperiosa e odiosa mi persegiuta, vorrei cancellare ogni tua foto, ma non è ho coraggio. vorrei dimenticarti perchè di te non ho che ricordi tristi e brutti, vorrei non odiarti per dimenticarti più in fretta. vorrei non avere avuto un padre da dimenticare. chissà che ne sarebbe stato di me....
October 08

confusione

che faccio? come sono confusa devo dedicarmi ai concorsi o tornare a scrivere romanzi per me e il futuro? e come se fossi spaventata, il che è probabile visto che ho sempre paura di essere rifiutata. ho preso in considerazione la possibilità di un corso di scrittura, ma alcuni sono un pò cari e questo è un momento triste. ma poi faranno bene? chissà cosa deciderò
September 26

venezia

a febbraio andrò a venezia cerco una sitemazione pulita ma economica in zona centro, per due adulti e 1 bimba qualcuno sa qualcosa?
September 20

ultimo capitolo l'angelo nero

carissimi lettori ecco a voi l'ultimo assaggio dell'angelo nero, mi raccomando leggetelo e se vi piace comprate il libro perchè ci sono tante sorprese
 
 
 
 

Isabella si volse a guardare le persone che le stavano intorno, torreggiavano su di lei rivolgendole uno sguardo malevole.

Il boia le si avvicinò e le ordinò: «Spogliatevi!». La voce del boia era fredda.

Con mani tremanti Isabella cominciò a sciogliere i nastri che legavano il busto, poi tolto il corpetto, si apprestò a levarsi la camicia e così gli altri indumenti fino a quando non fu nuda fino alla vita. A questo punto il boia le portò le mani dietro la schiena, legandole con una corda. Poi si accinse a incatenare i piedi con una tavoletta, che chiuse con un catenaccio. Infine, nuda e infreddolita, alla mercé degli sguardi di quegli uomini senza pietà, mani e piedi legati, Isabella fu sollevata da terra. La fune pendeva dalla volta del carcere dentro una carrucola che comunicava con un grande argano, la cui manovella era mossa dal boia, il quale guardava gli inquisitori, pronto ad eseguire i loro ordini, ma attento e gioioso di udire i lamenti della carcerata. Vicino sedeva uno scriba pronto a trascrivere sul suo taccuino i sospiri e i cambiamenti che già si avvistavano sul volto della giovane. La corda fu tesa leggermente, tanto che Isabella poteva ancora toccare con la punta dei piedi il pavimento.

L’Inquisitore tornò a rivolgerle delle domande, ma poiché Isabella continuava a non rispondere, ordinò al boia di tendere ancor di più la corda. Così Isabella si ritrovò sospesa a fior di terra. Inizialmente provò dolore soltanto ai polsi, lì dove le corde erano legate, poi man mano che trascorrevano i minuti e il boia la sollevava sempre più da terra, cominciò a provare un forte dolore alle spalle, quasi sentiva le ossa muoversi e spostarsi al peso del suo corpo.

Ad aumentare il suo tormento, ad un certo punto, il carnefice, le legò un peso alla tavoletta. A Isabella sembrava che da un momento all’altro le ossa avrebbero ceduto alla pressione del carico. Il dolore era così intenso da toglierle il respiro; ma non una sola volta le sfuggì una sillaba, alcune volte il suo corpo tremò e il suo volto impallidì ma mai gli diede la soddisfazione di vederla gemere e invocare perdono.

Man mano che i minuti trascorrevano, le parole dell’Inquisitore le giungevano più lontani; quando il dolore si intensificava il desiderio di chiedere perdono per colpe non commesse, diventava più grande, ma in quel momento di dolore l’anima di Isabella rivolgeva a Dio un grido di aiuto:

 «In te mi rifugio, o Signore,

ch’io non sia confuso in eterno!

Scampami nella tua giustizia e liberami,

tendi verso di me il tuo orecchio e salvami.

Sii per me una rocca di scampo,

rifugio inaccessibile per la mia salvezza.

Sì, mia rupe e mia rocca tu sei!

Mio Dio, salvami dalla mano dell’empio,

dal potere del nemico e dell’oppressore.

Poiché tu sei, o Signore, la mia speranza,

la mai fiducia, o Signore, sin dalla mai giovinezza.

Su di te mi sono appoggiato fin dal grembo materno;

dal seno di mai madre tu sei stato il mio sostegno;

per te di continuo è stata la mia lode.

O Dio, non ti allontanare da me;

mio Dio, affrettati in mio soccorso».

Quelle parole davano conforto e speranza a Isabella, che trovava così la forza per continuare a soffrire. Dentro di sé il suo pensiero correva al padre, che aveva subito torture simili.

L’Inquisitore la guardava in parte compiaciuto, in parte adirato. Trovava gioia a vedere soffrire, ma era impaurito dal coraggio della donna. Avvertiva in Isabella la stessa forza del padre, che non si era piegato al loro volere neanche quando sottoposto alle più terribili torture.

Per provare il coraggio della donna e per indurla a parlare, l’inquisitore lanciò uno sguardo al boia. Il carnefice capì al volo l’ordine del suo superiore e in preda ad una forte eccitazione, prese, appesa ad un muro una verga.

Isabella non si era accorta di quanto accadeva dietro di lei, così rimase del tutto impreparata al nuovo attacco che brutalmente si perpetuava a sue spese.

Il colpo la colpì alla schiena nuda, e il dolore la fece quasi svenire. A quel punto non poté trattenere un urlo di dolore che scosse persino quegli uomini abituati ad ascoltare i gemiti dei prigionieri anche per ore. In quell’unica invocazione c’era disperazione, rinuncia e sconfitta.

Con voce imperiosa l’Inquisitore tornò a chiedere a Isabella: «Confessate i vostri peccati. Abiurate le vostre colpe!».

Isabella volse lo sguardo intorno a sé, lacrime copiose le scesero lungo le guance, annebbiandole la vista. Era pronta confessare qualunque cosa, anche ciò che ignorava. «Vi prego, abbiate pietà!».

 «Parla e la vita ti sarà salvata!». Tornò a ripeterle l’Inquisitore.

 «Io sono…». Stava per confessare di essere sposa di satana, quando vide lo sguardo dell’uomo che si era professato amico del padre. Vi lesse vittoria e scherno. Mai e poi mai gli avrebbe ceduto, ripromise Isabella a se stessa, anche a costo della vita.

 «Io sono innocente!».

E lo disse con tale determinazione che persino l’Inquisitore rimase sorpreso. Ma non per molto, poiché un attimo dopo tornò a rivolgere al boia l’ordine di poc’anzi.

La verza percosse il corpo di Isabella più volte, fino a quando la donna non si abbandonò a se stessa.

Ormai non c’era più nulla da fare, in quelle condizioni non avrebbero ottenuto alcuna confessione.

Sdegnato l’Inquisitore ordinò: «Conducetela nella fossa delle streghe e non datele più né mangiare né bere. Riportatela qui domani pomeriggio, quando sarà sottoposta alla tortura della sedia!».

 

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